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Da Zeza a Don Annibale: il Carnevale a Eboli
Da Zeza a Don Annibale: il Carnevale a Eboli
Domenica, 19 Febbraio 2023 00:00 - Martedì, 21 Febbraio 2023 00:00
Nell’ex Regno di Napoli, fin dal 1600, nel giorno di Carnevale veniva rappresentata un'antica scenetta: protagonisti erano il marito di Zeza - storpiatura del nome Lucrezia, per molti Pulcinella - che litiga con la moglie, non approvando il fidanzamento della loro figlia Vincenzina (Vincenzella) con don Nicola, un avvocato (comunemente detto dottore) benestante. Il padre di si ribella alla loro relazione ma, dopo essere stato minacciato dal genero, è costretto ad accettare il matrimonio. 

A Eboli questa scenetta fu eseguita fino agli inizi dell’era fascista, poi soppressa a causa di alcune leggi dell’epoca.  La maschera ebolitana del Don Annibale, rivisitazione di "Zeza", risale ai primi anni del '700 e veniva recitata, cantata e suonata per le piazze del paese nelle domeniche che precedevano il carnevale e il Martedì Grasso. Si ignora il nome di chi la scrisse e musicò.

La farsa narra della celebrazione di unione tra Giulietta e il protagonista principale Don Annibale, contrastato da zì Aniello, padre di Giulietta. Con l’aiuto di un intermediario, il Dottore che tutti i mali guarisce, i due riescono a convolare a nozze. Ma i problemi non finiscono perché all’improvviso compare una nota figura carnevalesca, Pulcinella, che con molto folklore chiede la mano della serva del Dottore, Carolina. Il dottore si trovava a risponderne in prima persona alla richiesta di Pulcinella e alla volontà di Carolina di unirsi con il proprio amato. La farsa finisce con un invito rivolto a tutti i presenti a partecipare al matrimonio tra Don Annibale e Giulietta, accompagnato da una tarantella napoletana eseguita dai musicisti, sempre presenti.

Giuseppe Barra

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