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San Berniero compatrono di Eboli
San Berniero compatrono di Eboli
Domenica, 20 Novembre 2022 18:00 - 20 Novembre 2022
San Berniero nacque nella Spagna settentrionale, nella cittadina di El Burgo de Osma, l’antica città di Uxameburg detta anche Uxama, nella prima metà del X secolo (intorno all'anno 920) da una nobile e benestante famiglia visigota. Disprezzava la vanità del mondo e per questo volle condurre fin da fanciullo una vita austera e penitente. Lasciò tutti i suoi averi ed iniziò il suo pellegrinaggio per visitare i principali santuari d’Occidente e d’Oriente, in Europa ed in Italia. Con cappello a larga falda, bastone, fiaschetta e sandali ai piedi partì dalla Spagna e nel suo lungo peregrinare, portando in mezzo agli uomini la parola di Cristo, giunse a Eboli dove trovò alloggio, da eremita ed in assoluta povertà, in una piccola cella sotto il piazzale del convento di San Pietro alli Marmi. 

Si innamorò di questo luogo e decise di stabilirvisi. Pur non appartenendo ad alcun ordine religioso servì la Chiesa aiutando i monaci nel beneficare i poveri ed i sofferenti. La grotta che lo ospitava divenne ben presto mèta di pellegrinaggio e qui le persone venivano a chiedere a Berniero lumi spirituali e aiuti nelle difficoltà della vita. Elemosinava il cibo di porta in porta e l’eccedente lo donava ai poveri, non disdegnando di aiutare i frati benedettini nei lavori di ristrutturazione del convento. Per aiutare un povero, non potendo lavorare di domenica, in quanto giorno del Signore, compì il miracolo di far cuocere del pane senza aiuto del fuoco e della legna. A Eboli spese tutti i suoi giorni al servizio di Dio e dei poveri, prestando la sua opera anche a favore dei contadini della Piana del Sele. La tradizione racconta che prese parte alla costruzione del ponte sul fiume Sele facendolo costruire così saldamente da resistere miracolosamente a tutti gli urti. Inoltre si adoperò per la costruzione del convento, confondendosi con i muratori e i marmolari, dando prova della sua qualità di costruttore e donando la sua opera morale e materiale. 

Morì a Eboli in data imprecisata ed in quel momento, la leggenda vuole, fu adagiato nella sua cella e avvenne il prodigio "Oleum congelatum diu et incessanter rudendavit", noto come il Miracolo dell'Olio: l’olio che nei giorni precedenti, per il freddo, si era ghiacciato, incessantemente si riversò dalle giare che erano poste nel trappeto del convento, tanto da riversarsi anche sulla strada, al punto che l'intera popolazione potette farne scorta. Contemporaneamente si diffuse nell’aria un soave profumo proveniente dal corpo del Santo e le campane cominciarono a suonare da sole.  Il 16 ottobre 1554 vennero ritrovate le spoglie di San Berniero ed in quel preciso istante, dopo mesi di siccità, cominciò lungamente a piovere. La festività ricorre il 20 novembre e lli Ebolitani lo elevarono a loro patrono (con San Vito), invocandolo per le malattie spirituali e le possessioni demoniache. 

Attualmente nella cella, dove la tradizione indica abbia dimorato il santo, esiste ancora un affresco che lo raffigura moribondo, con un crocifisso ed una pergamena tra le mani, con accanto il bastone del pellegrino, attorniato da angeli. Nella parte sottostante la chiesa di San Pietro Apostolo è collocata, invece, la cripta che contiene, tra l’altro, un piccolo altare ai piedi del quale sono conservate le reliquie del santo. Nella cripta è presente una statua lignea del 1610, realizzata da Donato Villano. Un’altra statua, in argento e presente nella Collegiata di Santa Maria della Pietà, fu trafugata nel 1980; la copia, realizzata successivamente, non viene più portata in processione per le vie della città in quanto instabile perché installata sulla base della vecchia scultura. Altre sue immagini sono raffigurate su affreschi e su tele, tra cui la più recente è posta nella chiesa del Sacro Cuore realizzata dal prof. Vincenzo Paudice, e benedetta da mons. Italo D’Elia il 24 novembre 1996. 

A San Berniero è dedicata anche una chiesa in località Aversana, costruita tra il 1737 e 1739 per volere dell’Amministrazione comunale di Eboli che la fece inserire nel contratto di affitto della difesa Arenosola. Oggi è localizzata in una proprietà privata, non visitabile né aperta al culto.

Note storiche di Paolo Sgroia e Giuseppe Barra

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